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La pasta ‘ncasciata di Montalbano

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La pasta ‘ncasciata di Montalbano

Concluso Sanremo, neanche il tempo di spegnere gli ultimi microfoni dell’Ariston, che arriva il commissario Montalbano.

RaiUno fa buon uso del traino festivaliero e questa sera, lunedì 12 febbraio 2018, propone “La giostra degli scambi”, una nuova avventura per Luca Zingaretti nei panni del Commissario Montalbano, chiamato a risolvere ben due casi impegnativi.

Ma non preoccupatevi per lui, avrà modo di ritemprarsi trangugiando una teglia di pasta ‘ncasciata, il piatto degno dell’Olimpo che —come da trailer del nuovo episodio— troneggia sul tavolo della sua casa di Marinella.

Come può Salvo Montalbano mangiare tutto da solo un’intera teglia di pasta ‘ncasciata? In soccorso accorreranno, e ben volentieri, il fidato Mimì Augello e l’ispettore Fazio.

Ma cos’è la pasta ‘ncasciata? È la pasta al forno con melanzane. Non un timballo, però, per cui niente anelletti. Vanno bene i sedani rigati, ma non manca la Sicilia che resiste scegliendo i maccheroni.

[30 piatti che piacciono a Montalbano]

E da cosa dipende quel nome: “‘ncasciata”? Forse dalla pentola dove veniva assemblata a strati e poi cotta prendendosi tutto il tempo. O più semplicemente dalla presenza del cacio.

Per Andrea Camilleri, il papà di Montalbano nato a Porto Empedocle, la pasta ‘ncasciata è un piatto d’importazione. I palermitani, che cuociono la pasta per metà del tempo di cottura indicato sulla confezione, delegando al passaggio in forno il resto del lavoro, vanno di semplice salsa a base di aglio, olio extra vergine d’oliva, basilico e passata. Niente pomodoro a crudo. Una buona passata e il gioco è fatto.

Il ragù, condimento che Adelina, la “cammarera” di Montalbano, distribuisce generosamente sulla pasta, è una consuetudine di cui vanno fieri i messinesi. Non a caso Anna Pomar, autrice di “La cucina tradizionale siciliana”, spiega che la pasta ‘ncasciata a’ missinisi è la versione messinese della classica pasta al forno siciliana.

[Montalbano non è disposto a discutere la schiacciante superiorità della cucina siciliana]

La pasta ‘ncasciata vuole il caciocavallo, che in Sicilia corrisponde all’idea di formaggio fresco e filante. Ecco perché nelle versioni dei food blogger non siciliani abbonda la mozzarella.

Mentre è saggio non esageraree con Parmigiano Reggiano o Grana Padano, visto che il piatto è già impegnativo di suo, e che l’uso di questi formaggi polentoni nella versione originale era improbabile, le ospiti di riguardo della pasta ‘ncasciata sono le melanzane, tassativamente tagliate fritte o a dadini.

Per sperimentare “il piatto degno dell’Olimpo” (copyright Camilleri) a casa vostra avete due strade:

1) La ricetta perfetta di Dissapore, simile all’originale ma un po’ alleggerita

[Pasta ‘ncasciata: la ricetta perfetta]

2) La versione messinese della classica pasta al forno siciliana, cioè questa:

Pasta ‘ncasciata a’ missinisi

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Ingredienti:

— 600 gr. di magliette di maccheroncino;
— 200 gr. di tuma o caciocavallo fresco;
— 200 gr. di carne tritata;
— 50 gr. di mortadella o salame;
— 2 uova sode;
— 4 melenzane;
— 100 gr. di pecorino grattugiato;
— salsa di pomodoro;
— mezzo bicchiere di vino bianco;
— basilico;
— olio;
— sale e pepe.

Preparazione:

Tagliate le melenzane a fette e friggetele dopo averle tenute per più di un’ora in acqua e sale.

Soffriggete intanto il tritato in un tegame, con olio abbondante, sfumate col vino e completate la cottura aggiungendo qualche cucchiaio di salsa di pomodoro.

Lessate la pasta, scolatela al dente e conditela in una zuppiera con la salsa di pomodoro.

Prendete una teglia ben unta e spolverata di pangrattato e versatevi le magliette alternandole a strati con la carne tritata, le melanzane fritte, il formaggio grattugiato il basilico, le uova sode, la tuma e il saleme tagliati a fette.

Chiudete l’ultimo strato di pasta con melanzane, salsa e molto pecorino.

Passate al forno caldo per circa 20 minuti. Il formaggio, sciogliendosi al calore del forno, forma una leggera crosta dorata.

[Crediti | Vigata.org | dissapore.com

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